Sentirsi speciali è la peggiore delle gabbie che uno possa costruirsi.
– P. Giordano (via we-reallvictimsoflove)
Poi, sul divano: ti ricordi? Io ti ricoprivo il petto, le braccia, la faccia, con i fiori, opprimendoti. Tu risorgevi continuamente, porgendo la bocca, la gola, le palpebre socchiuse. Fra la tua pelle e le mie labbra sentivo le foglie fredde e molli. Se io ti baciavo il collo, tu rabbrividivi in tutto il corpo, e tendevi le mani per tenermi lontano. Oh, allora … Avevi la testa affondata nei cuscini, il petto nascosto dalle rose, le braccia nude sino al gomito; e nulla era più amoroso e più dolce che il piccolo tremito delle tue mani pallide su le mie tempie… Ti ricordi?
– Gabriele d’Annunzio - Il Piacere
(Source: butcher-ed, via amourvainqueur)
Scrivo perché non sono bravo a parlare. A volte, quando mi fate una domanda, vorrei quasi chiedervi di aspettare un attimo: prenderei un foglio, una penna e scriverei la risposta, così forse mi capireste meglio
– Mine Vaganti. (via ancorainpiedi)
(Source: squarciodianima, via robertodragone)
-Voi, se non erro,- disse Andrea, involgendo lei del suo sguardo come d’una fiamma -dovete avere il corpo della Danae del Correggio. Lo sento, anzi, lo veggo, dalla forma delle vostre mani.
-Oh, Sperelli!
-Non immaginate voi dal fiore la intera figura della pianta? Voi siete. certo, la figlia d’Acrisio, che riceve la nuvola d’oro, non quella della Fiera di Maggio, ohibò! Conoscete il quadro della Galleria borghese?
-Lo conosco.
-Mi sono ingannato?
-Basta Sperelli : vi prego.
Il Piacere, Gabriele D’Annunzio
(via profumodincenso)
Vive quel foco ancor, vive l’affetto,
Spira nel pensier mio la bella imago,
Da cui, se non celeste, altro diletto
Giammai non ebbi, e sol di lei m’appago.
Spira nel pensier mio la bella imago,
Da cui, se non celeste, altro diletto
Giammai non ebbi, e sol di lei m’appago.
– Giacomo Leopardi
(Source: oasis-oasis, via thatoasischick)
(via ipettirossinelpetto)




